Il Salone Internazionale del Libro di Torino è un’esperienza che ti travolge. Padiglioni immensi, fiumi di persone, migliaia di titoli che si contendono l’attenzione dei visitatori. Per chi come me propone un’opera dedicata al recupero delle tradizioni manuali, trovarsi nello spazio affollato e dinamico riservato ai self-publisher è stato un banco di prova importante.


​Se devo essere del tutto onesto, l’impatto iniziale non è stato privo di fatiche. La gestione degli spazi condivisi e la complessità logistica di una macchina così mastodontica rischiano a volte di disperdere la voce dei singoli autori, e le vendite iniziali hanno risentito di questo inevitabile disorientamento generale. Ma l’artigianato insegna una virtù fondamentale: la pazienza. Una delle poche note davvero positive legate a questa esperienza è stata la spinta e la necessità di rimettermi al banco da lavoro per creare qualcosa di unico: un leggio espositivo per i miei volumi e una serie di gadget esclusivi da donare a chi avrebbe acquistato il libro.


​Proprio quando lo sguardo dei visitatori si posava sul tavolo e qualcuno sfogliava i miei libri, ho capito che il vero valore di questa trasferta risiedeva lì: nelle relazioni nate spontaneamente, nello scambio di idee con i lettori e con gli altri scrittori e nella soddisfazione di vedere il proprio lavoro manuale viaggiare verso nuove case.


​Miniature in Rovere: La Genesi dei Gadget
​Per realizzare questi pensieri speciali avevo da parte una stecca in legno di rovere, della misura perfetta per ricavare venti piccoli pezzi. L’idea era quella di creare delle miniature di un libro che misurassero appena 6 cm x 4 cm, con 2 cm di spessore, per omaggiare il tema della fiera.
​Il processo di lavorazione è stato interamente manuale e scandito da passaggi precisi:
La sagomatura delle pagine aperte: Per prima cosa ho cercato il centro del pezzo e ho realizzato uno scavetto centrale con una sgorbia, allargandolo leggermente. Con una raspa tonda ho poi tracciato un solco, rifinito in seguito con una lima mezzatonda, per dare al legno il tipico aspetto bombato e realistico delle pagine aperte.


La profilatura dei fianchi e della copertina: Subito dopo, ho eseguito la sgrossatura dei fianchi per modellare il gadget conferendogli una forma leggermente trapezoidale, che ricorda l’andamento di un volume reale. Successivamente, utilizzando il profilo stretto di una lima rettangolare fine, ho realizzato la scanalatura della copertina, definendo lo stacco visivo tra il finto blocco dei fogli e il piatto esterno.


​I dettagli del blocco libro: Utilizzando le sgorbie, ho praticato delle piccole scanalature sul perimetro esterno per imitare la sovrapposizione e la texture dei fogli. Su alcuni pezzi ho eseguito anche uno smusso sulla parte inferiore, giusto per donare un po’ di movimento alla figura.


Il vano segreto: Volevo che questi piccoli oggetti custodissero un segreto. Ho così praticato un foro profondo circa 2 cm e largo 1 cm, pensato per ospitare un piccolo bossolo contenente una pergamena con una scritta di buon auspicio (anche se l’interno si presta a custodire mille piccoli dettagli, come un foglietto con le proprie password). Per sigillare il vano ho realizzato un tappo cilindrico in legno, bloccato saldamente con una minuscola vite per evitare che si sfilasse.


La trasformazione in portachiavi e la finitura: Per completare l’oggetto ho acquistato una striscia di pelle scamosciata color marrone scuro, dei bottoni a vite e degli anelli metallici. Dopo aver forato la pelle con la fustellatrice, ho assemblato il tutto. Come finitura ho optato per la classica combinazione di gommalacca e cera neutra, aggiungendo un tocco dorato sui rilievi delle scanalature laterali con un pennarello.
​La magia finale l’ha fatta la natura stessa del legno: la venatura profonda del rovere ha fatto sì che le “pagine” del piccolo libro sembrassero scritte per davvero.


Un legame con la storia
​Questa idea di unire il legno al formato microscopico del libro non è una semplice bizzarria da laboratorio, ma un omaggio a una tradizione secolare affascinante. I “mini libri” (o libri minuscoli) vantano una storia illustre: fin dal Rinascimento, e poi con un vero e proprio boom nel XIX secolo, i tipografi sfidavano i limiti della tecnica per stampare volumi monumentali in pochissimi centimetri. Esistevano vere e proprie biblioteche da viaggio o “da borsetta”, con bibbie in miniatura o classici della letteratura racchiusi in custodie minuscole, spesso preziose como scrigni. Nel Settecento, inoltre, questi piccoli volumi venivano a volte camuffati o nascosti in scatole dotate di scomparti segreti per custodire messaggi privati o formule riservate.
​Ed è proprio con questo spirito di condivisione e rispetto per la storia che ho voluto far viaggiare i miei piccoli manufatti al Salone. Sono felice di dire che sono stati dati via quasi tutti: ho voluto regalarli a chi ha scelto di acquistare i miei manuali, a chi si è fermato a chiacchierare mostrando un interesse autentico per la falegnameria manuale, e infine ai colleghi autori dello stand, come simbolo del cammino condiviso in quei giorni intensi. Sapere che un pezzetto del mio laboratorio è rimasto nelle mani di persone che apprezzano la cura del dettaglio è la risposta più bella a tutte le fatiche organizzative.


Il legno che sorregge le parole
​Accanto ai mini libri, a fare da custode ai due volumi del mio manuale sul tavolo espositivo, c’era l’altro elemento centrale di cui vi accennavo: il leggio pieghevole in legno, realizzato interamente a mano con incastri tradizionali.
​Questo leggio non era solo un supporto per i volumi, ma il manifesto silenzioso di tutto ciò che racconto nelle mie pagine: lo studio delle fibre, la precisione del taglio manuale e la ricerca della stabilità senza l’uso di una sola vite o elemento metallico. La storia di come è nato questo pezzo — dalle prime linee tracciate sul banco con il truschino fino ai colpi di raspa e alla finitura — merita però di essere raccontata con la dovuta calma. Nel prossimo articolo vi porterò direttamente all’interno del mio laboratorio, mostrandovi passo dopo passo i dettagli e i segreti della sua realizzazione tecnica. Rimanete sintonizzati!

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