COME FARE UNA SCATOLA DI LEGNO. SECONDA PARTE

Come abbiamo visto nella prima parte di questo post (qui potete leggerla), fare una scatola di legno può essere una cosa molto semplice oppure complessa a seconda di come vogliamo realizzarla. Un fatto però é certo: la sua buona riuscita dipende da una serie di fattori che, se trascurati, ne comprometterebbero il risultato.

Alcuni esempi: se i pezzi che compongono i fianchi contrapposti della scatola non fossero di misure uguali, otterremmo una scatola fuori squadro, andando successivamente ad inficiare sull’esecuzione degli incastri, sull’inserimento del pannello interno, nell’apposizione delle cerniere, ecc.; gli incastri, se non fossero realizzati bene, perché troppo lenti o troppo stretti, con il tempo tenderebbero ad allentarsi, oppure a spaccare il legno circostante; la grandezza delle cerniere, che deve essere compatibile con lo spessore del legno; la serratura, che deve essere di dimensioni tali da poter entrare nello spessore della scatola; il vano segreto, che deve essere realizzato in modo tale da non sottrarre troppo spazio al resto della scatola, ecc. Tutto questo solo per far capire che anche la realizzazione di una semplice scatola può nascondere delle insidie, imponendo continuamente scelte che influiscono sulle fasi successive della lavorazione. Valutazioni che solo con la pratica e con tanti errori commessi potremo riuscire ad interiorizzare.

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Alla fine della prima parte eravamo rimasti ad una scatola formata, ma ancora grezza. Vediamo adesso le fasi successive della lavorazione.

Rifinitura

É in questa fase che consiglio di fare tutti gli aggiustamenti possibili all’esterno della scatola. Questo perché la scatola è definita e ancora facilmente manovrabile. In seguito, separato il coperchio, sarà tutto più difficoltoso. Ho inserito la scatola nella morsa del banco ed ho eliminato le sporgenze della base e del cappello, livellandole con il resto della scatola, con una pialla n. 4. Sempre con la pialla ho cercato di rendere tutta la superficie la più omogenea e liscia possibile. Lo scopo è di limitare l’utilizzo della carta abrasiva nella fase successiva.

Separazione del coperchio della scatola

Questa operazione, se fatta con una sega a nastro o con un banco sega, sarebbe molto semplice, precisa e veloce. Volendo effettuarla con una sega manuale, il discorso si complica un po’. Anzitutto ho dovuto valutare dove fare il taglio. La parte superiore era inserita nei laterali, quindi il taglio doveva avvenire poco sotto lo spessore del legno superiore. Ho quindi deciso di segare a circa 4 centimetri dal bordo lasciando circa un centimetro di rientranza nel coperchio. Ho tracciato a matita due linee parallele per tutto il perimetro della scatola distanziandole di qualche millimetro, in modo che ospitassero lo spessore della lama della sega, più qualche decimo di millimetro di comporto. L’obiettivo è quello di segare all’interno delle due tracce, andando il più dritto possibile. Una volta separato il coperchio dal resto della scatola, le tracce serviranno come riferimento per livellare con la pialla i bordi del coperchio e della base. Per segare ho utilizzato una sega per tenoni (tenon saw) con 12 TPI. Ho inserito la scatola nella morsa del banco iniziando a segare da un angolo e poi scendendo gradualmente prima su un fianco e poi, girata la scatola, anche sull’altro fianco. Ho segato per qualche centimetro su ambo i fianchi e poi ho ripetuto la stessa operazione per tutti e quattro gli angoli, fino a quando sono riuscito a creare un taglio uniforme e continuo per tutto il perimetro.

Approfondendo sempre più il taglio alla fine sono riuscito a separare il coperchio dalla base. Questa fase è estremamente importante e la raccomandazione che faccio è di segare gradualmente e poco alla volta, controllando spesso di non andare oltre le tracce segnate. Separato il coperchio, ho piallato le due parti, livellandole il più possibile e sempre rimanendo all’interno delle tracce segnate a matita. Ho fatto molte prove sino a quando non ho riscontrato un soddisfacente accoppiamento tra coperchio e base.

Il vano segreto

In molte mie scatole inserisco dei vani segreti. Sono frutto della mia creatività ma probabilmente in giro per il mondo qualcuno avrà inventato qualcosa di simile, se non addirittura uguale. Uno dei vani segreti che mi piace inserire é quello che prevede uno scomparto nascosto nel fondo della scatola. Una specie di doppio fondo, non più alto di 2 centimetri, al quale si accede allentando uno dei quattro piedini della scatola. Il piedino ha una vite che é incollata nel piede stesso e quindi non si svita ma gira con esso e va ad avvitarsi in un sostegno, a sua volta unito al doppio fondo della scatola. Svitando il piedino la vite rilascia il sostegno del doppio fondo ed è quindi possibile accedere al vano segreto.

L’apertura del vano é facilitata da una calamita che é avvitata sul retro del falso fondo; avvicinando una seconda calamita, questa attira l’altra, tirandosi dietro la base. Il falso fondo é in multistrato di betulla di 3 millimetri di spessore, quindi leggerissimo, e va ad appoggiarsi su 3 piccoli quadrelli in legno posti agli angoli del fondo della scatola e ad un listello.

Nell’angolo rimasto vuoto va ad inserirsi il quadrello che é incollato al falso fondo e nel quale va ad avvitarsi il piedino sottostante. Non è semplice da spiegare a parole, quindi spero che le foto possano essere maggiormente esplicative. 

Inserimento delle cerniere

Con l’esperienza ho capito quanto sia importante la qualità delle cerniere e l’accuratezza del loro inserimento. Se ci pensiamo, quando apriamo una scatola, specialmente se di colore scuro, l’occhio cade inevitabilmente sulle cerniere in ottone. Evitate cerniere troppo sottili perché sotto la pressione delle viti possono piegarsi. Così come sono da evitare cerniere di bassa qualità perché possono differire tra loro nella misura delle ali, oppure avere troppo gioco sul perno o peggio ancora il perno potrebbe spezzarsi anche sotto il minimo sforzo. Per le scatole utilizzo prevalentemente cerniere a libro piane in ottone, montate internamente alla scatola, ma talvolta ho usato anche cerniere a quadrante antiribalta o cerniere esterne. In quest’ultimo caso, ho potuto inserire cerniere di forme insolite perché facilitato dal fatto di non dover effettuare lo scasso. Nel fare questa scatola ho impiegato cerniere della Ditta Brusso hardware, (ottime e robuste cerniere, anche se molto costose), piane, in ottone ed antiribalta, ovvero con apertura di un paio di gradi oltre i canonici 90 gradi. Se optiamo per l’inserimento interno delle cerniere é importante acquistare cerniere di grandezza adeguata altrimenti la cerniera sopravanzerebbe lo spessore del legno.

Ho iniziato inserendo dapprima le cerniere sulla base della scatola (anche se talvolta, per pezzi più pesanti, é consigliabile iniziare dal pezzo più leggero, perché poi è più facilmente manovrabile in fase di riporto delle misure sull’altro pezzo) e posto le cerniere a due centimetri di distanza dal bordo. Quindi ho poggiato a battuta il perno della cerniera e tracciato il perimetro della cerniera con il coltellino da tracciatura. Successivamente, con il truschino, ho impostato la profondità della cerniera (qualche decimo di millimetro oltre la metà del perno) e riportato la misura sulla base.

Ottenute tutte le tracce, con uno scalpello dì grandezza poco oltre la larghezza dello scasso da effettuare, ho cominciato a creare la scanalatura. Procediamo poco per volta e poi rimuoviamo il materiale facendo attenzione a non oltrepassare le tracce e a non rovinare i bordi. Per livellare lo scasso mi sono aiutato con una mini router plane della Veritas.

La cerniera dovrebbe entrare senza forzare ai bordi e senza lasciare spazi vuoti. Infine, con un punteruolo ho preforato la posizione per le viti. Le viti in ottone sono più fragili. Il consiglio, specialmente se il legno è duro, é quello di approfondire bene il foro con il punteruolo e poi inserire la vite dopo averne cosparso leggermente la punta con della cera. Ho lavorato allo stesso modo anche per l’altra cerniera. Per trasferire le tracce delle cerniere dalla base al coperchio ho fatto combaciare i due elementi nella morsa del banco e riportato con il coltellino gli estremi delle cerniere montate sulla base da questa al coperchio. Poi ho tracciato il perimetro delle cerniere e creato gli scassi lavorando come descritto sopra.

Se abbiamo lavorato bene la scatola dovrebbe chiudersi perfettamente. Nel mio caso forzava leggermente sulle cerniere di modo che questa rimaneva leggermente aperta. É bastato allentare di poco le viti ed ho risolto il problema. Ci sarebbe molto altro da aggiungere sull’argomento ma sarebbe troppo lungo scriverlo qui. Per approfondimenti e consigli, anche sul come correggere alcuni errori comuni, vi rimando al seguente link.

Inserimento della serratura

Trovare serrature per cofanetti non è semplice. Ho cercato su internet varie alternative ma alla fine l’unica scelta possibile ricade sempre su questo tipo di serratura, É piccola, in ottone e le chiavi in dotazione sono carine. L’unico problema è che il meccanismo è talmente preciso che non ammette errori, nel senso che se non stiamo attenti nel suo inserimento il coperchio non chiuderà perfettamente e la serratura non funzionerà a dovere, oppure la chiave non riuscirà a chiudere o peggio ancora chiuderá ma poi non riuscirà più ad aprire. Di tutte le fasi della lavorazione, quella della serratura è per me una delle più problematiche. Potrei optare per altri sistemi di chiusura esterni ma l’idea della serratura con chiave mi intriga molto e quindi corro volentieri il pericolo. É comunque un rischio calcolato: l’importante, non mi stancherò mai di dirlo, é lavorare sempre con la dovuta calma e per step successivi. Per prima cosa mi sono sincerato che la serratura entrasse nello spessore della scatola. Successivamente ho segnato tutte le misure della serratura sulla scatola facendo attenzione a centrarla rispetto ai lati. Su una punta di trapano di diametro adeguato ho messo un nastro che fungeva da indicatore di profondità. La profondità dello scavo sarà uguale a quello della serratura. Ho eseguito tanti fori quanto la larghezza della serratura, cercando di andare il più dritto possibile, e poi rifinito le pareti con uno scalpello cercando di dare una forma rettangolare all’apertura superiore il più possibile simile a quella della serratura.

Ho fatto varie prove di inserimento della serratura ed aggiustamenti allo scavo fino a quando la serratura è entrata senza forzare. Per quanto riguarda il buco per la chiave ho segnato la misura precisa del perno centrale della serratura, aiutandomi con una squadra, e segnato il punto di foratura. Quindi ho forato con una punta la più piccola possibile e inserito poi la serratura per controllare se avessi bucato nel punto esatto. Ho poi allargato progressivamente il buco con punte via via maggiori fino ad ottenere un’apertura grosso modo uguale al diametro del foro di invito della serratura. Appena sotto a tale foratura ho praticato un altro foro con una punta la più piccola possibile, ottenendo così una forma simile alla sagoma della chiave. Ho poi rifinito i fori appena fatti con delle piccole lime cilindriche fino a quando non ho ottenuto una forma gradevole e la chiave potesse entrare senza forzare. Se la serratura fosse inserita troppo forzatamente nel legno, la chiave girerebbe con difficoltà e dovremmo allargare lo scavo. Se invece dovessimo aver fatto lo scavo troppo grande, possiamo inserire dei piccoli cunei riempitivi. Infine, ho messo qualche goccia di super Attack sul retro della serratura, per essere più tranquillo che la stessa non potesse più muoversi.

Per segnare il punto preciso dove posizionare la placchetta di bloccaggio della serratura (quella da inserire sul coperchio) l’ho posizionata direttamente sopra la serratura, allineandola. Quindi ho apposto del nastro biadesivo nella parte inferiore del coperchio, abbassato il coperchio e chiuso la scatola, girando la chiave nella serratura per verificare che funzionasse la chiusura. Ho riaperto la scatola con la chiave e alzato il coperchio. Il nastro biadesivo ha mantenuto nella corretta posizione la placchetta di bloccaggio. Ho tracciato con un coltellino il perimetro e praticato i prefori per le viti con il punteruolo. Ho infine rimosso la placchetta e scavato lo scasso con uno scalpello di grandezza adeguata. La placchetta deve essere inserita a filo del legno e le viti non devono sporgere, altrimenti la chiave non chiuderà oppure chiuderà ma poi sarà difficoltoso riaprirla in quanto il perno di bloccaggio “tirerebbe” troppo il meccanismo di chiusura della serratura. 

I piedini a zampa di leone

I piedini sono una parte fondamentale di questa scatola in quanto uno di questi governa il sistema di blocco e sblocco del vano segreto. Avrei potuto inserire dei piedini semplici, ma volevo qualcosa di più gradevole e quindi ho deciso di cimentarmi in qualcosa di nuovo per me. Non sono un intagliatore né uno scultore, ogni tanto ci provo a fare qualcosa, ma ho ancora molto da imparare. Fare delle piccole zampe di leone non mi sembrava un’impresa impossibile e quindi mi sono organizzato, ricavando quattro piccoli listelli di legno di circa 4 centimetri di lunghezza per un centimetro di larghezza.

Per ciascuno ho smussato la testa con una lima per ricreare la forma del piede e poi con una sega con lama fine ho ricreato la separazione tra un dito e l’altro. Infine, con una piccola sgorbia con raggio molto stretto, ho lavorato nei tagli fatti con la sega allargandoli e approfondendoli e muovendo un po’ a destra e un po’ a sinistra per ricreare le dita grezze del leone. Su ogni piedino ho poi praticato un foro per l’inserimento della vite. Nel piedino che comanda il sistema di apertura e chiusura del vano nascosto ho incollato la vite con il super Attack in modo che venisse inibito il suo movimento all’interno del piedino stesso.

Ho posizionato i piedini in modo tale che questi sporgessero solo leggermente dalla base della scatola.

Divisorio

Ho deciso di inserire un divisorio per ragioni estetiche, di utilità e anche perché mantiene più stabile il falso fondo. Questo toglie però dello spazio utile ad una scatola già di per sé piccola seppure sia sempre possibile rimuoverlo. L’unica accortezza nella sua costruzione è stata quella di segarlo leggermente inclinato alle estremità così da renderlo più stabile una volta inserito e facilmente rimovibile.

Rifiniture in velluto

La scatola è stata rifinita applicando del velluto di colore bordeaux sia sul fondo del coperchio che sul doppio fondo. Due piccole strisce sono state applicate anche alle estremità del divisorio. Il velluto che ho utilizzato ha una base adesiva. É bastato quindi poggiare il doppio fondo sul retro del panno e tagliarlo a misura. La stessa misura era valida anche per la parte inferiore del coperchio. Il panno si stacca facilmente dal supporto ed è facilmente applicabile, oltre ad avere un’ottima tenuta ed essere bello a vedersi. Lascio il link per chi fosse interessato all’acquisto. 

Finitura

Trattandosi di un legno duro, dopo aver piallato la scatola, ho usato carta abrasiva grana 250, 320 e 400. Ho spazzolato accuratamente la superficie e pulito con della carta casa. Ho rimosso gli ultimi segni di matita rimasti e applicato due mani di olio paglierino (rimuovendo gli eccessi di olio), intervallate da carta abrasiva grana 400 (meglio usare quella già precedentemente consumata, perché meno aggressiva), facendo molta attenzione a rimuovere tutto il pulviscolo rimasto. Infine una passata a pennello di cera scura con successiva lucidatura con straccio. 

Questo è il mio metodo standard di fare le scatole in legno. A volte inserisco delle varianti: più vani segreti, un cassetto, un diverso numero di code di rondine, cerniere applicate esternamente, ecc. ma la procedura è del tutto simile. 

Spero di non aver annoiato troppo con questo lungo post. Se volete farmi qualche domanda potete scrivermi dalla sezione contatti e sarò felice di rispondere e di aiutare ove possibile. Infine, metto sotto un link ad un mio vecchio video pubblicato su YouTube che mostra come fare una semplice scatola, con molte meno pretese di quella descritta in questo articolo.

Per adesso è tutto. Vi auguro un sereno Natale ed un buon anno nuovo. Ci vediamo nel 2024!

Giorgio

2 risposte a “Come fare una scatola di legno. Seconda parte.”

  1. Avatar Come fare una scatola di legno. Prima parte. | CreaRobi

    […] ← Affilatura con mola a secco e pietre. I bedani / Sharpening with a grinder and stones. The mortise chisels Come fare una scatola di legno. Seconda parte. → […]

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  2. Avatar weckhorstzameir
    weckhorstzameir

    wow!! 44Tutti i modi di piallare

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