L’ affilatura degli utensili manuali / Sharpening hand tools

English translation at the end of the article
Poter disporre di un’attrezzatura che non abbia mai bisogno di alcuna manutenzione è un sogno pressochè irrealizzabile. Nella realtà delle cose la normale usura porta a dover effettuare di tanto in tanto alcuni interventi atti a ripristinarne l’efficienza. Tra questi, l’affilatura

delle lame, in particolare del loro tagliente, è una di quelle operazioni con la quale prima o poi avremo a che fare e che risulta assolutamente indispensabile se vogliamo continuare a lavorare con proficuità e soddisfazione. Infatti lavorare il legno con le lame non affilate è frustrante in quanto faremo molta più fatica ed i risultati saranno insoddisfacenti. Spesso vi è la tendenza a rimandare il più possibile questo tipo di intervento in quanto ritenuto (a torto o a ragione) complesso, inutile ed anche noioso, pensando (erroneamente) di poter aggirare il problema magari acquistando degli utensili nuovi. In quest’ultimo caso va detto che l’affilatura data all’utensile appena uscito dalla fabbrica è spesso grossolana e non adatta a raggiungere i livelli ottimali di lavorazione ai quali puntiamo. Il fermarsi di tanto in tanto ad affilare gli attrezzi è quindi una buona abitudine e dovrebbe diventare un’azione spontanea e naturale in quanto dalla loro cura dipende in larga parte la buona riuscita del nostro lavoro. Il tagliente della lama, sia esso quello di una pialla, di uno scalpello o dei denti di una sega, tende a consumarsi a causa della normale azione di sfregamento e taglio del legno che, poco alla volta, ne riduce l’efficacia.

La lama vista di profilo. Si nota sulla sinistra l’incontro delle due facce che determina il tagliente

In cosa consiste quindi l’affilatura? In buona sostanza nel formare un bordo tagliente dall’incontro delle due facce di una lama. L’angolazione con la quale queste due facce si incontrano la decidiamo noi ed è variabile, dipendendo in buona sostanza dal legno che dobbiamo lavorare, dal tipo di lavorazione che stiamo facendo e via discorrendo.

Il tagliente può essere affilato con due diversi gradi di affilatura presenti contemporaneamente. Un tagliente primario detto bevel solitamente a 25 gradi ed un tagliente secondario più vicino al limite della lama il cosiddetto microbevel solitamente affilato a 30 gradi

Per le lame delle pialle e degli scalpelli, ad esempio, solitamente si cerca un angolo di affilatura tra i 25 ed i 30 gradi. Per le lame delle rasiere siamo intorno ai 45 gradi. L’affilatura può essere fatta utilizzando vari metodi. Per quanto riguarda le lame degli scalpelli e dei ferri delle pialle un primo metodo, uno dei più classici e più economici, è quello di sfregare il tagliente della lama su un foglio di carta abrasiva per metalli incollato su una superficie assolutamente piana (meglio se utilizziamo un vetro spesso o una superficie liscia in granito) partendo da una grana grossa (80 o 120) se il tagliente é messo male, diminuendola (cioè aumentando il numero che identifica la carta) progressivamente man mano che si crea la cosiddetta bava (il filamento metallico che si forma sul dorso della stessa) e che è percepibile al tatto passando con cautela il polpastrello.

Il metodo scary sharp. Su una base di vetro spesso o un marmo piano vengono incollati fogli abrasivi per metallo di grana via via crescente.

Altri metodi di affilatura sono quelli legati allo strofinamento del tagliente della lama su delle pietre (che possono essere lubrificate ad olio o ad acqua) o su pietre diamantate. Anche per le pietre vale lo stesso discorso fatto per la carta vetrata. Si comincerà utilizzando pietre con grana grossa e proseguendo con grane sempre più fini. Per finire si puó decidere se procedere con la lappatura, ovvero la lucidatura del tagliente, con una speciale pasta abrasiva.

Set di pietre diamantate. Sulla sinistra la pietra a grana grossa (coarse) a 250 grit, al centro una grana intermedia a 600 grit (fine) e sulla destra una grana molto fine a 1200 grit (extra fine)

Si può far rientrare nel processo di affilatura, anche la spianatura del dorso della lama, anche se in questo caso bisogna tener presente alcune differenze sostanziali. Questa operazione solitamente viene compiuta una sola volta, nel momento in cui si viene in possesso dell’utensile, sia esso nuovo o proveniente dal mercato dell’usato. In entrambi i casi bisognerà provvedere a passare il dorso della lama sulla carta abrasiva o sulle pietre così da ottenere una superficie assolutamente piana (non è fondamentale che sia a specchio), almeno nella zona più vicina al tagliente e finire con la lappatura.

Spianatura del dorso della lama di una pialla

Lo scopo dell’affilatura del tagliente e del dorso della lama è quello di cercare il più possibile l’incontro ad angolo acuto delle due facce. Per l’affilatura delle seghe (quelle per le quali è possibile riaffilare) non potendo per ovvie ragioni procedere con i procedimenti di cui sopra, si utilizzano delle apposite lime di sezione triangolare di diversa misura a seconda delle dimensioni dei denti della sega stessa ed un particolare accessorio per la stradatura (divaricazione) dei denti, la cosiddetta pinza stradaseghe.

Lime a sezione triangolare per l’affilatura dei denti di una sega. A sinistra una lima piatta per la prima livellatura dei denti della sega

Qualunque sia il procedimento scelto è fondamentale che il materiale utilizzato per affilare sia sempre più duro di quello di cui è fatta la lama stessa siano esse pietre, lime od altro. E ne consegue quindi che il materiale utilizzato per affilare sia a sua volta soggetto ad usura cosicchè si renderà necessario prima o poi prevedere alla sua sostituzione o riaffilatura. Nel valutare quale sistema utilizzare occorre tener presente che la carta abrasiva è sì il materiale più economico, ma anche quello che si consuma più velocemente. Di contro le pietre, specialmente quelle diamantate, costano di più ma garantiscono un maggior durata.

Affilatura del tagliente di una lama per pialla eseguita su pietre diamantate con l’ausilio di una guida. Le dita indice esercitano pressione sull’estremità della lama.
Affilatura della lama di uno scalpello. Questa volta le dita indice sono poggiate sulla guida.

Per quanto riguarda le tecniche di affilatura questa può essere effettuata a mano libera o con l’ausilio di guide. Per i principianti è consigliabile utilizzare le guide che permettono di ottenere ottimi risultati già dalle prime affilature consentendo di acquisire la necessaria confidenza. In seguito, quando si sarà sviluppato un pò di manualità, si potrà prendere in considerazione il passare all’affilatura a mano libera, senza l’ausilio di guide, che reputo comunque assai difficoltosa.

Una economica guida Stanley. Allentando le viti poste sulla base della guida si crea lo spazio per l’inserimento della lama.
Utilizzando l’indicatore di inclinazione in plastica è possibile settare la distanza della lama dalla superficie così da ottenere l’angolo di affilatura desiderato

Le guide sono sostanzialmente dei piccoli ausili in metallo dotati di rotelle sui quali vengono poggiate e bloccate in posizione inclinata le lame delle pialle o degli scalpelli permettendo quindi di mantenere sempre lo stesso angolo di presentazione rispetto alla superficie di affilatura. La guida viene spostata avanti ed indietro facendo aderire bene il tagliente alla superficie con la pressione costante esercitata dagli indici di ambedue le mani posti sulla punta della lama. Questo garantisce il formarsi di un tagliente omogeneo ed uniforme per tutta la sua larghezza.

La sega viene inserita capovolta dentro ad un pezzo di legno segato per quasi tutta la sua lunghezza. Il tutto viene serrato nella morsa
Con l’utilizzo delle apposite lime si fanno un paio di passate tra un dente e l’altro

Per l’ affilatura delle seghe il discorso è un pó diverso. Nella loro affilatura la manualità gioca un ruolo fondamentale, non potendo servirsi di alcun tipo di guida, ma eventualmente solo di alcuni riscontri visivi. Per la loro affilatura ci servirà un apposito ausilio (anche autocostruito) che tenga bloccata in posizione capovolta la sega di modo che i denti siano rivolti in alto. La lima a forma triangolare passata tra un dente e l’altro ne affilerà i taglienti.  A seconda che trattasi di sega per tagli lungovena o traverso vena varierà anche l’angolo con il quale dovremo presentare la lima. Nei prossimi post approfondiremo molti aspetti specifici legati all’ affilatura degli scalpelli, delle pialle e delle seghe, partendo proprio da queste ultime.

Come affilare una sega

Riguardo le seghe

Utilizzo delle seghe occidentali

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It would be pretty nice if your hand tools could work forever without any adjustement. However hand tools tend to wear out so that we have to re establish their efficiency. Sharpening the bevel of the iron is one of those operations we have to do sometimes and it’ s very important if we want to work well. Working with dull hand tools it’s not a good thing, and it makes our work very difficult. People think that sharpening it’s boring, tiring and unnecessary, trying to postpone the problem thinking that buying some brand new hand tools could avoid this operation. Brand new tools need sharpening too because the edges are not at the sharpening degree we need, to work with accuracy. Taking your time  to sharpen your tools it’s a good habit and it should be a natural because taking care of our tools is a step toward success in our work. The bevel of a chisel or of a plane iron or the saw teeth tend to wear out because of the friction and the cutting action into the wood that reduces their efficiency. So what is sharpening? Very shortly it’s about forming a bevel edge from the meeting of two faces of a blade. The angle of the bevel it’s to you to decide and you will choose it depending on the wood you have to work with, the type of work and so on. For the chisels and the planes we generally set the bevel at a degree between 25 and 30, about 45 degrees for the scrapers. We can choose different methods of sharpening. A very common and unexpensive way of sharpening it’s the so called scary sharpening. We sharpen the bevel on a metal abrasive sheet glued to a piece of thick glass or a marble slab, important that it has to stay flat, starting from a low grit and increasing the grit as we reach the burr on the back of the iron,  touching it with our fingers. Another sharpening method is to use some stones lubrificate with water or oil, or using some diamond stones. The process is the similar, using a coarse or extra coarse grit ( 80 / 120) stone depending on the condition of the bevel and ending with fine or superfine grit ( 1200 and more ). Than we may decide if we want to polish the bevel with an abrasive compound to reach a mirror finish  and to sharpen the back of the iron with a similar method as seen before. Usually we have to sharpen the back when we buy a brand new tool or a used one, but it’ s a one time sharpening. You don’t have to do it anymore. The goal is to reach for a very sharpened bevelvede but in pratice it’s not really necessary for our work to have a mirror polish bevel especially on the back of the iron. For saws sharpening we obviously can’t sharpen as said before because of the nature of the saws. For this purpose we use triangular files of different measures depending on the measure of the teeth of the saw and a tool for the setting of the teeth, the saw set. Whichever method you choose it’s important that the material used for sharpening is harder than the material the bevel is made of. So it’s clear that the material used for sharpening itself will need some sharpening or a replacement sooner or later. Thinking about the method to use you have to consider that abrasive sheets are cheaper but they will wear out soon and the stones are faster, last longer but they are quite expensive. You can sharpen free hand or with some guides. Guides are mechanism with wheels that keep the blades at a certain angle. They are pushed back and forth on the abrasive surface taking care to maintain a certain pressure with your forefingers on the very top edge of the blade. This guarantees the forming of an uniform bevel. Guides are useful especially for beginners and they guarantees good results from the first attempts. When you will master sharpening you can than try the free hand method that I find difficult anyway.
Saw sharpening is different. You can’t use guides but only reference lines and you have to rely on you ability. You will need a saw holder ( you can do it one on your own) thaw will keep the saw upside down so that you have the teeth toward you. The file will sharpen the two cutting edges of the teeth at each stroke. The position of the file will be different if you sharpen rip or crosscut saws. In future posts we will deepen many aspects of sharpening chisels, planes and saws, starting with saws.

6 risposte a “L’ affilatura degli utensili manuali / Sharpening hand tools”

  1. Avatar Come affilare una sega / How to sharpen a saw | CreaRobi di Roberta e Giorgio

    […] In un precedente post ho accennato brevemente ad alcuni elementi comuni a tutte le tipologie di affilatura, regole generali che si attagliano alla maggior parte degli utensili manuali presenti nel nostro […]

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  2. Avatar Affilare gli scalpelli e le lame delle pialle / Sharpening chisels and plane irons | CreaRobi di Roberta e Giorgio

    […] delle seghe. Per chi non avesse letto i vecchi post sull’affilatura metto di seguito i link: Affilatura degli utensili manuali Come affilare una sega In questo articolo invece vorrei parlare dell’affilatura degli […]

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  3. Avatar Rose C

    I find the information about different sharpening angles very helpful.

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