Il bello di lavorare il legno, specialmente a mano, è che non ci si annoia mai. Per me questo progetto ha avuto un significato profondo: dopo molto tempo dal mio problema alla vista, ho accettato questo lavoro come una sfida con me stesso, un test per capire se fossi ancora in grado di creare qualcosa di complesso nonostante l’handicap che mi porto dietro.

L’input è arrivato da un collega appassionato di cavalli e insieme abbiamo deciso di realizzare un portaselle pieghevole e portatile in massello d’abete, un oggetto indispensabile per chi frequenta maneggi o rassegne equestri, poiché permette di preservare la forma della sella dal fango e dall’umidità del terreno garantendo al contempo una ventilazione ottimale del cuoio dopo l’uso.

Ci siamo divisi i compiti: io mi sono occupato della struttura portante e del meccanismo delle gambe, mentre lui ha curato i ripiani e la finitura. La costruzione è stata un esercizio di pura tecnica manuale partendo dalla tracciatura di precisione degli accoppiamenti a metà spessore, eseguita con il truschino per incidere linee di fede millimetriche.

Il legno utilizzato è stato legno massello di abete anche se, per i ripiani, il legno multistrato sarebbe stato più indicato per ragioni di indeformabilità. Per asportare il materiale ho utilizzato una sega per code di rondine, la cui dentatura fine mi ha permesso tagli netti e controllati, mentre per le stondature delle teste dei listelli mi sono affidato a raspe e lime. È stato un lavoro di pazienza, necessario per far sì che le gambe ruotassero in modo fluido e senza alcun impedimento meccanico.

Per il fissaggio ho scelto viti a testa bombata con esagono incassato e dadi a manicotto, che assicurano un’estetica pulita su entrambi i lati del legno, eliminando punte sporgenti pericolose per chi maneggia le selle.

L’inserimento di rondelle distanziali tra i legni ha creato quel sottile spazio, fondamentale per eliminare ogni attrito o cigolio durante l’apertura. Vedere infine il pezzo passare dal grezzo alla calda tonalità dell’impregnante noce, arricchito dai marchi a fuoco con motivi equestri, è stata una grande soddisfazione.

Questo progetto è stato il mio test di rientro, una prova generale prima del Salone del Libro di Torino, dove sarò presente con i miei libri e con i gadget che sto ultimando proprio in questi giorni. Lavorare il legno mi ha ricordato che, anche quando la vista stanca, sono le mani a trovare la strada verso la soddisfazione.

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