IL LEGNO DI ABETE

Quante specie di legno conosciamo? Probabilmente una ventina o poco più e comunque un numero irrisorio se rapportato alle circa 12.000 specie di legno censite oggi e sparse in tutto il mondo.
Nel campo della falegnameria ci sono alcune tipologie di legno che più di altre si sono prestate ad essere impiegate per gli usi più svariati. Ciò è dipeso da diversi fattori come le loro qualità fisiche, tecnologiche e di lavorabilità, argomenti di cui abbiamo accennato in precedenti articoli e che trovate a questi link.
Ogni epoca ed ogni luogo hanno avuto la loro essenza principe, un legno con il quale venivano costruiti i mobili di maggior pregio. Così é stato per il noce nel rinascimento italiano, per il mogano nell’ottocento francese, per il rovere fino a metà del seicento e l’ebano nell’ottocento del Regno Unito e così via. Forme e stili nella costruzione dei mobili sono stati fortemente influenzati nei secoli dai cambiamenti nell’arte architettonica e dalle conoscenze ed essenze importate da paesi lontani.
Alcuni tipi di legno però hanno trovato costante impiego in falegnameria e di questi vorrei parlare in una nuova serie di articoli di approfondimento, partendo oggi da quello che è il più versatile, economico e reperibile sul mercato: il legno di abete.



Quando ci si riferisce all’abete solitamente si parla di abete bianco e abete rosso ma esiste anche un terzo tipo di abete, l’abete americano o Douglas.
L’albero di abete é una conifera sempreverde. L’abete bianco è diffuso in Europa, Africa settentrionale, Asia e America settentrionale. In Italia é presente soprattutto sulle Alpi e sugli Appennini ed è più diffuso dell’abete rosso. L’abete Douglas è presente nel Nord America, in Cina e Giappone.
Il legno di abete è un legno chiaro ma la sua colorazione differisce a seconda della specie: nell’abete bianco è biancogialla e rossastra e tende a scurire con la luce, nell’abete rosso è di un colore bianco che tende al giallo e al rosato quando invecchiato e nel Douglas ha un colore rosa salmone tendente al giallognolo.
Per tutte le altre caratteristiche vi rimando alla scheda tecnica a fondo articolo.



Quello che più mi interessa adesso è parlare della sua predisposizione ad essere lavorato con gli utensili manuali. Ci riferiremo all’abete bianco che é quello più comunemente usato.
L’abete é un legno leggero e morbido, se rapportato ad altre essenze, ha una venatura larga e leggermente mossa e presenta nodi e sacche di resina specialmente nelle tavole di bassa scelta. Le sacche di resina possono essere trattate tamponando con acquaragia mentre i nodi possono essere fissati con della super colla oppure riempiti con stucco o tasselli di legno. Il distacco dei nodi morti (che si differenziano dai nodi vivi per il colore più scuro) é un difetto che va valutato preventivamente ed una tavola con questa imperfezione andrebbe scartata.
Pe quanto riguarda la sua tolleranza ambientale l’abete è un legno che teme l’umidità ed è soggetto a tarme e a tarlatura.

La piallatura è difficoltosa, seppur possibile, non solo per la presenza dei nodi e delle sacche di resina ma anche perché la fibra tende a strappare sotto l’azione della pialla. L’accortezza è quella di utilizzare una lama ben affilata, con poca asportazione per volta (quindi la bocca della pialla dovrà essere abbastanza chiusa) e ovviamente procedere sempre nel senso della venatura.

Anche l’utilizzo dello scalpello può risultare difficoltoso. Sebbene sia un legno tenero e quindi possa risultare agevole scavare mortase, risulta più difficile effettuare sagomature e tallonature in quanto la fibra ha la tendenza ad alzarsi sotto l’azione dello scalpello. Ove possibile occorre procedere con il bisello rivolto verso il basso e con bassi angoli di taglio.

Segare a mano il legno di abete é un’operazione non troppo impegnativa sia lungovena che traverso vena, in quanto trattasi di legno tenero. L’unico problema semmai è quando la lama della sega incontra i nodi. In prossimità di questi infatti la sega tende a deviare e ovviamente il taglio in tali zone risulta più difficoltoso.
L’impiego della rasiera non è efficace come sui legni duri, specialmente se il legno è ancora giovane. In quest’ultimo caso invece di ottenere dei trucioli otterremo segatura e di conseguenza una finitura poco soddisfacente. Il miglior modo di lavorare una tavola di abete é perciò quello di piallare come descritto sopra e poi finire con le carte abrasive (meglio quelle stearate che non si impastano) fino alla grana 250, senza andare oltre come faremmo con i legni duri.
Per quanto riguarda la foratura, trattandosi di legno soggetto a scheggiatura, é sempre preferibile fare dei prefori prima di inserire viti e chiodi.

Buona invece la tenuta per incollaggio.
Per quanto riguarda la verniciatura il legno di abete non restituisce buoni risultati. Se lo tingiamo di scuro é probabile che si formino macchie e che la vernice non penetri uniformemente, lasciando aree di diversa colorazione. Questo è dovuto alla diversa capacità di assorbimento del legno anche all’interno della stessa tavola. Possiamo cercare di diminuire il problema impiegando vernici chiare oppure stendere preventivamente una mano di prodotto uniformante.

L’impiego di impregnanti è d’obbligo se il manufatto viene posto all’esterno in quanto l’abete é soggetto a deterioramento se lasciato all’ aperto o in ambienti umidi. La capacità di impregnazione però è scarsa e quindi dovremo riproporci di intervenire spesso con altre mani di impregnante.
In commercio possiamo trovare il legno di abete in molteplici formati e misure: tavole, listelli, pannelli, morali, travi, perline oppure impiegato per fare il multistrato e l’OSB.
A seconda della sua qualità può essere di prima qualità (quasi privo di nodi, sacche di resina ed altre malformazioni) fino alla quinta qualità (con molte imperfezioni tra cui fessurazioni e svergolamenti). Il legno di abete dalla terza alla quinta qualità è da considerarsi legno da costruzione utilizzato prevalentemente in ambito edilizio per realizzare casseforme, passaggi, delimitazioni, ecc.
Il prezzo ovviamente varierà a seconda della qualità di abete acquistato. Trattasi comunque sempre di un legno economico se paragonato a tutte le altre essenze.
Il legno di abete trova oggi molti impieghi: é usato per fare mobili, infissi, ponteggi, pallet, tavole di carpenteria (quelle colorate di giallo, perché trattate con una resina di protezione) ma anche per fare le casse di risonanza di alcuni strumenti musicali.
Il legno di abete rosso e il Douglas sono sicuramente di migliore qualità rispetto all’abete bianco e trovano impiego nella realizzazione di manufatti di maggior pregio.
Per un falegname hobbista il legno di abete é un’ottima soluzione per realizzare quei manufatti che non abbiano particolari pretese di estetica e qualità. Inoltre é versatile, economico, facilmente reperibile e lavorabile con i macchinari. Se invece vogliamo lavorarlo a mano e siamo dei principianti il legno di abete è sconsigliato per le varie ragioni sopra esposte. Una valida alternativa in questo caso potrebbe essere il legno di pino.
| CARATTERISTICHE | ABETE BIANCO | ABETE ROSSO | ABETE DOUGLAS |
| Durezza | bassa | bassa | bassa |
| Essiccazione | buona | buona | buona |
| Resistenza | bassa | bassa | media |
| Stabilità | buona | buona | buona |
| Incollaggio | buono | buono | buono |
| Coloritura | medio-bassa | medio-bassa | medio-bassa |
| Piallatura | medio-bassa | medio-bassa | medio-bassa |
| Segagione | buona | buona | buona |
| Levigatura | medio-bassa | medio-bassa | medio-bassa |
| Prezzo | basso | medio-basso | medio-basso |
| Qualità | medio-bassa | media | media |

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